STRADE DEL VINO E DEI SAPORI DEL TRENTINO

Strada del Vino e dei Sapori della Vallagarina
IL TERRITORIO
CulturalMENTE
MART - ROVERETO
Il MART, ovvero Museo d’Arte moderna e contemporanea di Rovereto, inaugurato solo nel 2002, si è già conquistato un ruolo prestigioso nel panorama internazionale. Agli occhi del visitatori si cela fino all’ultimo, racchiuso dai palazzi settecenteschi di Corso Bettini. L’architetto Mario Botta lo ha pensato come un polo culturale a 360 gradi: infatti accanto alle sale che ospitano grandi e piccole mostre, vi sono la preziosa Biblioteca Civica e un grande Auditorium per eventi teatrali, concerti, festival quali ad esempio Oriente Occidente o Il Festival internazionale Mozart. Il cuore del Museo è la collezione permanente che raccoglie attualmente circa 10.000 opere dell’arte contemporanea nazionale ed internazionale e di queste, quasi un terzo sono dedicate al Futurismo, movimento che rese celebre il roveretano Fortunato Depero. Strettamente legata al MART è la Casa Museo di Depero, un unicum nel panorama museale italiano: progettata, disegnata e arredata completamente dal futurista trentino attualmente è in fase di ristrutturazione.MUSEO STORICO ITALIANO DELLA GUERRA
Il maestoso Castello Veneto, che sovrasta il centro storico di Rovereto, ospita al suo interno il Museo Storico Italiano della Guerra, uno dei più importanti centro studi dedicati a tali aspetti della storia contemporanea in Europa. L’esposizione di cimeli, armi, uniformi, documenti, racconta la dolorosa pagina dei conflitti che colpirono la Vallagarina e il Trentino.Le vicine valli del Pasubio ospitano ancora una serie di percorsi accessibili agli appassionati di trekking, lungo le trincee e le fortificazioni militari esistenti.
CAMPANA DELLA PACE
Sul dosso di Miravalle è ospitato uno dei monumenti più significativi di Rovereto, la grande Campana della Pace: il sacerdote roveretano, don Rossaro, negli anni ’20 chiese ed ottenne da tutte le nazioni partecipanti alla Prima Guerra Mondiale, i cannoni usati. Tutto il bronzo venne fuso assieme divenendo così un potente simbolo di pace e fratellanza a ricordo di tutti i caduti delle varie guerre e ancor oggi, ogni sera, suona a distesa 100 rintocchi per onorarli.MUSEO CIVICO
Storicamente Rovereto era definita “la piccola Atene del Trentino”: il Museo Civico, istituito nel 1851, ne testimonia brillantemente ancor’oggi la passione lagarina per la storia, l’arte e la scienza.Il Museo è promotore della Rassegna internazionale del Cinema Archeologico mentre coordina sul territorio strutture quali l’Osservatorio Astronomico del Monte Zugna o i percorsi sulle Piste dei Dinosauri nella zona dei Lavini.
MUSEO DEL PIANOFORTE ANTICO - ALA
Nel cuore del centro storico tardo seicentesco di Ala, il Museo del pianoforte antico è una perla rara della museologia italiana. La collezione è ospitata presso palazzo Pizzini, nello stesso edificio che accolse il giovane Mozart nei suoi viaggi in Italia. Gli strumenti raccolti (fortepiani, clavicembali, pianoforti antichi) sono tutti originali, filologicamente restaurati, e costantemente suonati dalla collezionista per mantenere la corretta intonazione.MUSEO DEL FOSSILE - BRENTONICO
All’interno dell’affrescata dimora signorile della famiglia Eccheli Baisi, è ospitata la collezione di circa 1200 pezzi di esemplari fossili, interamente raccolti nella zona settentrionale del Monte Baldo.MUSEO DIOCESANO TRIDENTINO – VILLA LAGARINA
La sede staccata del Museo Diocesano Tridentino è ospitata presso Palazzo Libera, nel centro storico settecentesco di Villa Lagarina e raccoglie il patrimonio liturgico, composto da paramenti, arredi e suppellettili ecclesiastiche appartenute alla potente famiglia Lodron.MUSEO DELLA CARTOLINA – ISERA
Il cuore di Isera ospita un museo davvero originale ed unico nel panorama nazionale: il museo della Cartolina S. Nuvoli. Racchiude quasi 2500 cartoline suddivise in vari generi tematici, facilmente consultabili dai visitatori.FORTE BELVEDERE - LAVARONE
Gli altipiani di Folgaria, Lavarone e Luserna furono un importante teatro di guerra durante il Primo conflitto mondiale. I forti costruiti dall’impero Asburgico in questa zona erano sette, dislocati lungo i confini: l’unico che si presenta ancora in ottimo stato è Forte Belvedere – Geschwent: costruito su dosso roccioso a strapiombo sulla Valdastico, veniva celebrato con il motto “Per Trento basto io!”, sottolineando l’imponenza della struttura in grado di difendere la città. Non subì mai attacchi importanti proteggendo quindi egregiamente Trento. Grazie all’intervento di Vittorio Emanuele III, che nel 1935 proibì la sua demolizione per la raccolta del ferro, venne preservato a memoria delle nuove generazioni.CENTRO DI DOCUMENTAZIONE – LUSERNA
Il Centro di Documentazione raccoglie le testimonianze della storia di Luserna, intimamente legata all’antica parlata tedesca che ancora oggi si usa quotidianamente ovvero il Cimbro. Il particolare idioma risale al Medioevo quanto comunità bavaresi si spinsero a sud alla ricerca di migliori condizioni di vita.StoricaMENTE
CASTELLO DI SABBIONARA – AVIO
L’elegante castello a protezione della Vallagarina meridionale, è riuscito a sedurre col tempo qualsiasi visitatore grazie all’eleganza delle mura merlate e all’armonia con il territorio. Costruito già nel 1000, fu di proprietà della famiglia Castelbarco: al suo interno sono ospitati due cicli pittorici, uno presso la Casa delle Guardie e uno nella cosiddetta Stanza d’Amore.CASTEL BESENO – BESENELLO
Il Castello, posto a baluardo di difesa nella confluenza tra Vallagarina settentrionale e la strada che conduce agli Altipiani di Folgaria e Lavarone, risulta spettacolare da qualsiasi punto di osservazione: le gigantesche mura di difesa, l’estensione lineare di 250 metri e la posizione sulla sommità di una collina lo hanno reso il più grande complesso fortificato d’epoca medievale del Trentino. Ai piedi di Castel Beseno, come ulteriore baluardo difensivo per l’epoca, troviamo ancor oggi Castel Pietra, attualmente di proprietà privata.CASTEL NUOVO – NOGAREDO
Il Castelnuovo di Noarna, maniero le cui origini si perdono nella storia, domina imponentemente i comuni della destra Adige. Di proprietà dapprima dei Castelbarco, poi dei Lodron, è conosciuto nella storia perché nel ‘600 ospitò uno dei più famosi e crudeli processi alle Streghe, dette anche “strie”. Di proprietà privata, ospita un’azienda agricola.CASTEL CORNO – ISERA
Castel Corno, in posizione assai sopraelevata rispetto alla Vallagarina, a dominio dell’abitato di Isera, è stato recentemente restaurato: risulta assai spettacolare grazie alla sua posizione su un inaccessibile sperone di roccia, ai piedi del Monte Biaena.CENTRI STORICI
Alcuni centri storici delle cittadine che si incontrano in Vallagarina, meritano una visita attenta, poiché talvolta celano delle meraviglie.Ne è un esempio la cittadina di Ala, che divenne nel 1600 uno centri più importanti a livello europeo nella produzione di velluti: a testimonianza della ricchezza acquisita in quel periodo rimane un centro storico incantevole e numerosi palazzi da visitare (Palazzo Pizzini, Palazzo Taddei, Palazzo Angelini etc).
La storia di Villa Lagarina è intimamente legata a quella della famiglia Lodron, che nel ‘500, grazie al carisma di Paride Lodron vescovo di Salisburgo, trasformò quello che fino ad allora era un semplice paesino in un borgo ricco di palazzi nobiliari e di chiese riccamente decorate. Ancora oggi l’abitato di Villa trasmette i fasti e le ricchezze dell’epoca.
Rovereto ha una lunga storia: nel suo centro storico infatti è possibile ritrovare stratificate più epoche, a partire dal medioevo con l’austera via della Terra o con la cinta muraria in via delle Fosse, passando per il Cinquecento con il Castello veneziano, raggiungendo così il Settecento. È nel secolo dei lumi che Rovereto viene denominata la “piccola Atene del Trentino” : nel 1700 sorgono istituzioni ancora oggi operanti quali l’Accademia degli Agiati, la Biblioteca civica o il Teatro Zandonai, dove numerosi personaggi di cultura diedero lustro e vitalità alla città. Anche dal punto di vista economico questo secolo risulta assai favorevole: è in questi decenni infatti che a Rovereto si sviluppa la produzione della seta.
Il centro storico si caratterizza per un’alternanza di piazze e vie un tempo sede di scambi e commerci quali via Mercerie, piazza delle Erbe, piazza del Grano: tutte risultano estremamente suggestive grazie alla presenza di palazzi ben conservati. La via dello sviluppo cittadino settecentesco è individuata in Corso Bettini, ricca su entrambi i lati di aristocratici edifici. Una zona estremamente caratteristica e molto bella da vedere, grazie a recenti restauri, è il quartiere di Santa Maria: assai pittoreschi e originali risultano le case sul torrente Leno.
Così come merita una visita il centro storico di Borgo Sacco, direttamente sull’Adige: fino al 1800, prima dell’arrivo della Ferrovia, era l’antico porto fluviale grazie all’antica corporazione degli Zattieri.
ReligiosaMENTE
EREMO DI SAN COLOMBANO – TRAMBILENO
Sulla strada per Vicenza si incontra l’eremo di San Colombano che si trova in una posizione estremamente suggestiva, costruito su uno strapiombo di 120 metri sul torrente Leno. Le origini del romitaggio sono assai antiche e risalgono all’VIII secolo.LE CHIESE
La Pieve di Avio, dedicata alla Immacolata, è di antica origine: le linee esterne dell’edificio, assai severe celano un interno riccamente affrescato. Numerosi furono gli artisti che si alternarono nella decorazione a partire dal 1100.Altro pregevole edificio dedicato al culto si trova nel comune di Volano: la chiesa di San Rocco conserva ancora un potente ciclo pittorico, sicuramente di artisti dell’area veronese, dedicato alla vita del Santo e della Chiesa. Gli affreschi sono stati eseguiti nei primi anni del 1500.
Di notevole valore storico nonché artistico sono tre chiese dislocate sul territorio, caratterizzate da una ricchezza barocca unica.
Innanzitutto si deve segnalare la chiesa di San Giovanni Battista a Sacco di Rovereto: ampliata a metà del ‘600 fu decorata con grande maestria in ogni sua parte da un artista locale, Baroni Cavalcabò.
Coeva alla precedente è anche la chiesa di Santa Maria Assunta a Villa Lagarina: il lustro e lo splendore in essa conservati sono dovuti al mecenatismo della potente famiglia Lodron.
Sempre in destra Adige, si deve segnalare la chiesa di Brancolino, dedicata a Santa Maria, piccola ma ricchissima di elementi decorativi.
NaturalMENTE
MONTE BALDO
L’area del Monte Baldo è assai rilevante per il turismo lagarino: nei mesi invernali diventa meta per gli appassionati di sci, che possono godere di una particolarità assai unica, ovvero sciare ammirando il Lago di Garda. Quelle stesse piste una volta sciolta la neve, ritornano all’antico ruolo di pascoli d’alpeggio, ricoprendosi di una vegetazione assai fitta, ricca di piante officinali che profumano il latte e la conseguente produzione casearia. Ancora una volta è il Benaco che mitigando il clima, permette la crescita spontanea di fiori e piante altrimenti non riscontrabili in questa fascia alpina.Naturalmente sono moltissimi i percorsi da fare a piedi o in bici ed uno risulta assai suggestivo, quello tra i castagneti secolari di Castione.
Tutta la zona settentrionale del Baldo è racchiusa nella riserva naturale di Bes Corna piana.
VAL DI GRESTA
La val di Gresta è conosciuta come la Valle degli Orti biologici: da più di vent’anni infatti grazie alle particolari condizioni pedoclimatiche e soprattutto grazie alla sensibilità dei produttori locali, si pratica un’agricoltura moderna, legata alle tecniche di coltura biologica e biodinamica.Ecco quindi che il paesaggio tutto attorno è caratterizzato da orti ben tenuti, boschi profumati e caratteristici muretti a secco: la montagna che domina la vallata, il Monte Stivo permette numerose escursioni da fare a piedi, in mountain bike o a cavallo.
LESSINIA
L’area della Lessinia, ad est del comune di Ala, si trova sul confine tra la provincia di Trento e quella di Verona: permette al visitatore numerosissimi escursioni, in una natura davvero incontaminata, tra gli alpeggi, i boschi di faggi secolari o soprattutto tra le meravigliose Piccole Dolomiti.GARNIGA TERME
Prendendo ad Aldeno la provinciale che porta al biotopo di Cei, si raggiunge facilmente il comune di Cimone, dalle caratteristiche case a ballatoio trentino. Continuando sulla strada provinciale si arriva a Garniga Terme, piccolo centro pedemontano distintosi nel tempo nell’abitudine sanitaria dei bagni di fieno: la fitobalneoterapia nasce come pratica sanitaria già nel 1800 e recentemente sono state condotte diverse ricerche a livello universitario che hanno confermato i benefici dei trattamenti. Le erbe usate a Garniga provengono dal Monte Bondone e si compongono di genziana, arnica, iberico, timo, tarassaco etc. Da Garniga partono numerosi percorsi in mezzo ai boschi di latifoglie e conifere lungo il versante del Monte Bondone.Per informazioni:
APT ROVERETO E VALLAGARINA
Corso Rosmini 6 – 38068 RoveretoT 0464 430363 F 0464 435528
www.aptrovereto.it
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