STRADE DEL VINO E DEI SAPORI DEL TRENTINO

COSA VEDERE E COSA FARE
Il Trentino, una verde farfalla di terra nel cuore dell'Europa che cela fra le pieghe del suo territorio i tanti sapori della sua autenticità. Attraverso le “Strade del Vino e dei Sapori” si può conoscere il Trentino in modo diverso, seguendo percorsi geografici ed enogastronomici. Sono sette le Strade esistenti.
La “Strada del vino e dei sapori della Vallagarina”, è un tracciato di oltre 200 chilometri per scoprire vigneti e campi coltivati, in un itinerario tra storia, arte e agricoltura. Prodotto principe di questa area è il Marzemino, vino rosso autoctono. Ma anche il Marrone di Castione, gli ortaggi biologici della Val di Gresta e i formaggi prodotti nella malghe sull’Altipiano di Brentonico.» Pagina di dettaglio
La "Strada del Vino e dei Sapori dal Lago di Garda alle Dolomiti di Brenta" stretta tra il Lago di Garda e le dolomiti è sicuramente la più estesa. Si parte dal lago dove si produce l’olio extravergine d’oliva del Garda trentino Dop. E poi frutti ed ortaggi come la susina di Dro e il broccolo di Torbole e Santa Massenza. Immancabile il vino con la coltivazione del bianco autoctono Nosiola, da cui si ricava anche il pregiato Vino Santo Trentino. E ancora la carne salada e la ciuìga. Proseguendo verso le Dolomiti del Brenta è la volta della Spressa della Giudicarie Dop. Accanto alla produzione enogastronomica non mancano siti termali, spazi dove praticare sport e testimonianze storiche come chiese e castelli.» Pagina di dettaglio
Nel Trentino nord-occidentale è invece protagonista la mela con “Strada della mela e dei sapori delle valli di Non e Sole”.Infinite distese di meleti conferiscono a questo territorio un fascino unico. La proposta enogastronomica si arricchisce di formaggi come il Trentingrana, il Casolèt, ma anche ortaggi e saporiti insaccati.
» Pagina di dettaglio
Un viaggio nella "Strada del Vino e dei Sapori Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra" permette la conoscenza di un paesaggio variegato che i suoi abitanti sono riusciti a domare pur preservandone la selvaggia bellezza. Esempio ne sono i terrazzamenti, ampi gradoni sui quali i vigneti hanno trovato un fortunato habitat esprimendo il trionfo dell'intelligenza umana sull'asperità della natura. Fiore all'occhiello è il Müller Thurgau che in Valle di Cembra ha trovato il suo luogo di elezione. Altri importanti vini sono il Nosiola, il più
antico vitigno bianco autoctono del Trentino e lo Chardonnay, ottima base per lo spumante Trento Doc metodo classico. Non si può inoltre dimenticare la grappa, un distillato antico di lunga tradizione.Rilevante è la presenza di salumi tipici: dalla lucanica secca alla carne salada.
» Pagina di dettaglio
La “Strada dei formaggi delle Dolomiti” Sono luoghi da leggenda, questi incastonati fra le Dolomiti: territorio di grandi contrasti e incredibili paesaggi. Conosciamo così la Valle di Fassa, culla del patrimonio storico e culturale ladino, con formaggi come lo Spretz Tsaorì, meglio noto come Puzzone di Moena, ma anche come il saporito Nostrano di Fassa prodotto a Campitello. La vicina Val di Fiemme narra invece la storia e la tradizione di noti formaggi come il Dolomiti, il Fontàl, il Valfiemme, rinomati come le ricotte di capra, ma soprattutto come il famoso Caprino di Cavalese da assaporare, ducis in fundo, con l’ottimo miele di queste valli. Percorrendo l’ascesa verso il Passo Rolle ci si trova in poco tempo immersi nel Parco Naturale di Paneveggio - Pale di San Martino, dove la natura ci racconta la sua storia attraverso un ricco programma di iniziative per grandi e piccini . Attraversando poi il Passo Rolle si arriva nel Primiero: nei Nostrani, nelle ricotte fresche e affumicate, nella Tosèla e perfino nel burro c’è tutto il sapore delle malghe di montagna e di luoghi ancora incontaminati come la vicina Valle del Vanoi.
» Pagina di dettaglio
Ri-scoprire Trento ed i suoi dintorni - Trento, Monte Bondone, Terlago
Il capoluogo trentino insieme alle colline circostanti, si presenta come scrigno di tesori d’arte, storia, cultura ed enogastronomia. Una città d'arte con una forte impronta rinascimentale che la caratterizza per i suoi colori, i suoi palazzi e la rende unica tra le altre città dell'intero arco alpino.
Da non perdere il Castello del Buoncosiglio, uno dei monumenti principali della città essendo stato testimone dei grandi eventi storici che hanno segnato la terra trentina e il Duomo di Trento, di stile romanico-gotico, reso noto per aver ospitato il celebre Concilio di Trento (1545-1563). Anche il Museo Tridentino di Scienze Naturali ed il Palazzo delle Albere, un’antica villa suburbana, che oggi è sede del MART ospitando parte della collezione permanente fino ai primi del ‘900, sono assolutamente da visitare. Punto di riferimento di tutte le produzioni trentine di eccellenza è Palazzo Roccabruna, un edifico cinquecentesco che negli ultimi anni è assunto alla funzione di “Casa dei prodotti trentini”
Trento è tutto questo, una città d’arte, un centro culturale vibrante, una location privilegiata per numerosi e diversi eventi di importanza nazionale ed internazionale e un territorio in cui la dimensione rurale è testimoniata dalle vicinissime colline disegnate con le stupende viti e alberi da frutto.
Spostandosi di poco dal centro della città è possibile immergersi nell’ambiente alpino del Monte Bondone, l’ Alpe di Trento. Qui una flora ricca di piante officinali ed erbe terapeutiche rende il territorio un luogo ideale per intraprendere “piccoli viaggi” immersi nella natura e per approfondire la conoscenza della flora locale e alpina è anche possibile visitare il Giardino Botanico alle Viotte, vero paradiso della biodiversità.
Irrinunciabile, infine, la trasferta nella zona dei Laghi di Lamar, attraversando il Comune di Terlago, dove le case rustiche dall'aspetto massiccio si mescolano agli edifici signorili, ai palazzi e ai giardini racchiusi da muri.
Ai confini con la Valsugana ecco poi il Comune di Civezzano con il suo lago di Santa Colomba dove si snodano aziende agricole, ortofrutticole e zootecniche. Di grande interesse per la zona sono, poi, le miniere d’argento del Monte Calisio. Qui le ricchezze del sottosuolo attirarono sull'altipiano un gran numero di minatori tedeschi per l'estrazione dell'argento. L´Ecomuseo dell´Argentario presente sul territorio ha il compito di tutelare e valorizzare l’area dell’altipiano chiamato appunto Argentario, di grande valore storico e antropico, oltre che naturalistico.
La Piana Rotaliana si stende nei dintorni di Trento verso nord e forma un’ansa di origine alluvionale fra le più fertili del territorio in cui si snoda la "Strada del Vino e dei Sapori". Il fiume Adige la costeggia per il lungo e, come annotava Goethe nel suo celebre “Viaggio in Italia”, prende ad avere “un corso tranquillo”, circondato da pendii con “colline pergolati d’uva, granone, gelsi, mele, pere, cotogne, noci”: un vero giardino in mezzo alle montagne!Paesi come Mezzocorona e Mezzolombardo portano ancora nel nome la loro caratteristica di terre divise fra i conti del Tirolo e i principi vescovi trentini, ma oggi sono tutti accomunati dal prodotto simbolo della zona, il Teroldego rotaliano D.O.C., vino rosso e vigoroso, che fra le sue note profumate e sapide conserva la memoria storica di questa zona. Un altro prodotto rappresentativo di questa terra è l’Asparago di Zambana.
Sempre a San Michele all’Adige ha sede il Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina, che raccoglie attraverso un’accurata raccolta etnografica, l’antica e più recente memoria del popolo trentino.
» Pagina di dettaglio






